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March 31 L'inizio del mio libro ancora senza titolo
Una volta ho letto questa frase su di un libro: ‘Trova una persona che scavi dentro di te la sua necessità, che riesca a diventarti indispensabile, questo è l’amore’(P.Handke). Allora sono arrivata alla conclusione di essere una persona perennemente innamorata.
Il mio nome è Mariagrazia, ma mi sarebbe piaciuto avere un nome un po’ più aggressivo, tipo Gloria o Apollonia, più femminile come Luella o Liana, ben augurante come Luminosa o Allegra, ma tant’è…
L’impulso di vagabondare e la voglia di osservare sono in me più forti di qualunque altro e nutro un interesse sviscerato per tutto ciò che è moda o pubblicità.
“A volte non ti desidero realmente, ma ti prendo lo stesso perché sono annoiata e ho voglia di bruciare assieme a te.
A volte invece stare con te mi rassicura, è una sensazione che mi raddoppia e mi fa sentire importante qualunque cosa io stia facendo, tipo entrare in una stanza piena di gente o partecipare ad una discussione o ancora sostenere uno di quelli sguardi che ti penetrano dentro.
Ma certe volte ancora, come questa, ti voglio con tutte le mie forze, allora ti vengo incontro, ti prendo tra le mani e ti accendo. E mi metto comoda sul divano. E mi rilasso. E lascio che il mondo giri senza di me.
E’ bellissimo avvertire il momento iniziale in cui il tabacco prende fuoco. Quello è un rumore che mi avvolge, mi fa star bene. Poi aspiro profondamente e cerco di mandare il fumo più in basso possibile, la nicotina mi scorre nelle vene e mentre lo butto fuori in linea retta il cervello è un po’ più contento.
Oggi sei la numero 15, ma la più ‘ben accetta’ di tutta la giornata e te lo dico mentre mi guardo i piedi scalzi e un poco abbronzati. Li sto guardando perché sono accovacciata a terra sul parquet, sui i limiti di un balcone spalancato alla vita e mi trovo un’immagine molto glamour, di quelle da pubblicità. Si, penso potrei benissimo essere una pubblicità di una nota marca di sigarette.
La scena si svolge sul terrazzo di una bellissima casa bianca, che si affaccia direttamente sulla spiaggia.
Siamo al tramonto.
L’inquadratura è di fronte al mare sul cui orizzonte si staglia una palla di fuoco arancione, e tra il mare e la telecamera il terrazzo di legno, un plaid rosso e una ragazza di spalle adagiata sul plaid che fuma con lo sguardo fisso sul mare e la palla di fuoco. Vicino al plaid un posacenere di vetro anonimo e nient’altro a parte il legno del terrazzo.
Della ragazza si desume solo che sia giovane, dalla esile figura e dai capelli biondi, tenuti raccolti con un bastoncino di legno, essenziale come l’abbigliamento: un paio di jeans ed una magliettina bianca. Non porta le scarpe, perché ha i piedi nudi adagiati al lato e mentre la mano sinistra sorregge la sigaretta, l’altra è poggiata a terra.
La pelle è ambrata, baciata dal sole e la mano che sorregge la sigaretta presenta un piccolo tatuaggio stilizzato.
Logo e packshot Merit – payoff: DAI PIU’ GUSTO ALLA TUA VITA, COLORALA DI ARANCIONE.
E mentre i Verve cantano ‘The drugs don’t work’ vorrei tenerti tra le mani passeggiando sulla riva della spiaggia e lasciarmi bagnare ritmicamente i piedi e anche i jeans fino a quasi il ginocchio. Io, tu che mi dai enfasi, i miei jeans, il mare, il tramonto, i gabbiani, il vento addosso che mi scompiglia i capelli e niente più.
Poi vorrei trattenerti anche a sera inoltrata. Io, tu che mi dai enfasi, i miei jeans, il mare, la luna eterea, il vento addosso che mi scompiglia i capelli e niente più.
Invece resto qui…
Mi arriva l’eco di bambini che giocano…
E mi ricordo che è primavera inoltrata.
Lui è appena andato via ed io infilo le gambe tra le linee della ringhiera come facevo quando ero piccola e lascio che i piedi penzolino nel vuoto e siano accarezzati dall’aria dolce che si muove appena.
Mentre ti spengo con due dita nel posacenere, mi stendo a terra e rimango a guardare il cielo solcato da una striscia azzurra di un aeroplano…
E mentre chiudo gli occhi penso che vorrei spegnermi con te, perché vorrei conservare il più a lungo possibile questa sensazione…
Non vorrei sentire altro che non sia dopamina e nicotina.
Non vorrei sentire altro che non sia questo indolenzimento nel basso ventre che mi rimanda a lui e a quanto ci ha giocato in questa zona qui.
Non vorrei sentire altro che questo profumo invischiato nei miei capelli.
Poi mi rialzo e ripenso alla prossima volta che ti riaccenderò dopo che lui mi avrà spenta”.
m March 27 "Maior sum quam cui possit fortuna nuocere" ...
Sono un bellissimo genio in delirio di onnipotenza oggi e niente può farmi male...
ahahah
m March 23 Il giornalaio si porta da per tutto l'odore di carta stampata. Il pescivendolo a momenti si riempie di squame. La profumiera è fortunata, odora di oriente, di gelsomino, di vaniglia e spezie varie plastificate, incartate e lucidate. Il farmacista sa di scatole, pillole amare o semiamare... Così mi chiedo che odore avrò io per il resto della vita? E ne avrò mai uno? Per la verità io non vorrei portarmi dietro sempre quello...
m March 19 Il senso di te-Uso e abuso del titolo e non solo, di una canzone di ElisaPaura di decidere, paura di te...
Paura di decidere di escludere definitivamente te. Mi si gonfiano ancora gli occhi di lacrime. Straripano. Debordano. Esagerate. Fuori misura. Spropositate ancora. E ancora voglio prendermi cura del mio dolore, coccolarlo, cullarlo, assecondarlo, trattenerlo, tenermelo stretto. Perchè ora è quello che ho di te. Il dolore che mi stai dando e che mi hai dato ancora ieri sera è solo mio e nessuno me lo potrà togliere. Avevi voglia di sentirmi. Ma risentire la tua voce ha rispalancato le porte alla tua presenza. Non riesco proprio a razionalizzare la nostra separazione. L'unico modo che ho trovato per sopravvivere è accantonarti. Nel vero senso della parola, ossia metterti in disparte. Ti ho relegato in un angolo recondito della mia mente e ti ho tenuto lì, isolato, impedendomi di farti visita. Ogni qual volta un particolare mi riportava a te, “resettavo” il cervello e riavviavo. Ieri non sono riuscita a chiudere e riavviare. Non sono assolutamente in grado di non risponderti se mi chiami. I primi tempi si... c'era la rabbia. Oggi mi resta il dolore. Cupo e profondo. E quello da solo non basta. Ho pensato di poter rendermi “atarassica” e priva di sentimenti per i dieci minuti di conversazione telefonica, ma al sesto tu sei ridiventato tu ai miei occhi e soprattutto ai tuoi. Siamo ritornati noi immediatamente e i sentimenti ci hanno preso intatti e forti e appassionati come allora. Di colpo abbiamo azzerato sei mesi di assoluto silenzio e “non-presenza” reciproca e ci siamo ritrovati al punto in cui abbiamo lasciato. E allora è stato un casino ed un rimpallarci le colpe. “Se tu non avessi scelto di portare avanti un principio...”, questo sei tu. “Se tu mi avessi amato abbastanza”, questa sono io. Poi abbiamo deciso che basta, non aveva più senso. Non ha davvero alcunissimo senso. D'improvviso una cazzata e abbiamo riso come ai vecchi tempi, quando eravamo complici e divertenti. Quando ci amavamo nonostante tutto. Allora un silenzio immediato e tu hai detto: “Sto piangendo perchè ora sento come stavamo bene insieme!” Sono morta in un momento. E Battisti salta fuori anche 'stavolta, pur nella tragedia. E subito ho lasciato che anche gli ultimi, stupidi, diroccati, sempre più inconsistenti baluardi difensivi crollassero miseramente al suolo e come un fiume in piena irrompe gli argini, il mio doloroso senso di impotenza e il mio amore inintaccato mi hanno travolta. E mi sono lasciata travolgere, così come ero, indifesa e calda di tristezza. E ho pianto, finalmente ho pianto intensamente, struggentemente e con i singhiozzi. “Mi prometti che sarai felice?” “No, ho il sacrosanto diritto di tenermi il mio dolore per tutto il tempo che vorrò!” OMNIA VINCIT AMOR (quello vero-Virgilio, Bucoliche X, 69). m
March 13 Le cose che sai di meInfondo tante cose le sai...
Sai che "impazzo" al ritornello di Rock this party e quando torno dalla mia corsa sul mare il sabato mattina, prima della doccia mi metto in mutande e reggiseno e mi atteggio a cantante dannata urlando It takes a fool to remain sane degli Ark per poi "rimpazzare" al ritmo di Hey ya degli Outcast.
Sai che mangio tutte le sere pizza o lo faccio ogni volta che mi è possibile e una volta ho proposto una "formula-abbonamento" ad un pizzaiolo che ha rifiutato l'offerta contrattuale.
Sai che amo al di sopra di tutto la mia famiglia "Pennachiana", disordinata e caotica e piena di figure andanti e venienti e di rivelazioni che forse non era il caso, ma si che lo era...
Sai che ho studiato da avvocato, ma non lo voglio fare e che sono una modella che si è arresa ancora prima di cominciare al pensiero di combattere con mamme apprensive, colleggi di suore a Milano e droga-party.
Sai che odio la salsa e il merengue, che mi fanno un po' tristezza.
Sai che certe volte amo vestirmi da strafiga e certe volte (la maggior parte) infilarmi jeans e nike distrutte.
Sai che in primavera e per tutta l'estate corro sul lungomare con l'ipod nelle orecchie e l'inverno dilanio i miei muscoli su di uno spinning.
Sai che quando sono titubante-non convinta accenno un mmmm e non so più se credere in Dio ed andare a messa nonostante.
Sai che Occhi di Orientale di Daniele Silvestri mi riempie di leggera allegria e poesia.
Sai che spesso sono depressa e infelice e vorrei di più dalla vita, ma penso che lo sarei anche se realmente avessi di più, perchè "Più si diventa inettligenti, più si diventa tristi"(f.Beigberder), ma anche che "E' fuor di dubbio che il genio dura più della bellezza, ecco perchè ci si sforza ad istruirsi troppo". (O.Wilde)
Sai che il mio migliore amico si chiama Checco, ma gli ho fatto un bidone mostruoso, mancando al suo giorno più importante, il suo matrimonio, e per questo mi sento una merda e non riesco ancora a chiamarlo, ma lo farò, fosse l'ultima cosa che farò.
Sai che la mia migliore amica è Irene, e al suo matrimonio c'ero e ho fatto pure da testimone.
Sai che la mia camera ha le pareti viola e fino a 8 anni fà fumavo.
Sai che non so essere carina per natura, ma che mi piace infilare le mani nei polsini della tua maglia.
Sai che so parlare Inglese, ma alle selezioni come hostess dell'Alitalia, mi hanno scartata alla penultima prova e loro non sanno cosa si sono persi.
Sai quindi che ho dei problemi con i test psico-attitudinali e la psiche in genere.
Sai che sono pedofila e che riconosceresti il mio profumo, pur ignorandone il nome.
Sai che indosso solo perizoma e che avrei voluto sposare Carboni, Jovanotti o Maldini, se proprio dovevo sceglierne uno.
Può bastare?
Il caffè lo prendo con due cucchiaini e il gelato lo apprezzo molto, soprattutto alla frutta.
Ad Aprile mi sono operata agli occhi per la miopia da un libero profesionista non proprio dalle credenziali superbe.
Tutte le altre cose che non sai di me non vorrei raccontartele...
Perchè le scoprirai da te...
Ora vò a farmi la doccia...
No, anzi il bagno...
Sai persino che preferisco il bagno...
Cià
m
E' la storia di come il Creatore - venuto a conoscenza attraverso gli angeli che gli uomini giù nel mondo producevano cose strane (quali pitture, poesie, sculture, architetture, musiche, danze, ecc.) - cose a parere degli uomini non specifiche del Creato ma semmai dell'arte - si leva in piedi e severamente si fa carico di acquietare la curiosità degli angeli, dando di tale arte una spiegazione "veramente divina":
"L'arte Signori Angeli, sappiatelo, l'arte della quale siamo all'augusta presenza, è la sola cosa che non riuscirà al Cielo, neanche con i miracoli; è la sola cosa che è soltanto degli uomini. Se qualche squillo di celesti tube echeggerà anche qui in solenni evenienze, se nelle celesti sfere i beati moveranno in cerchi celestiali armonie, nulla però ha a che fare con le musiche e le danze degli uomini, che, avete capito sono ben altre ed inimitabili cose, sono indiavolate cose, sono cose piene di vita, che qui, dove non è così non riusciranno mai."
"Niente da fare Angeli miei; noi non poeteremo, non suoneremo, non canteremo, non danzeremo, non dipingeremo, non scolpiremo, l'Archittettura poi! così ingombrante e non funzionale qui... Se gli uomini sono spettatori del Creato, noi Celesti, siamo spettatori dell'Arte..."
"L'Arte signori Angeli, è il miracolo degli uomini, è una cosa che hanno creato gli uomini: è la cosa più bella, più eccelsa, è la cosa divina di loro, nella quale e solo in essa, gli uomini sono come me, sono Creatori!"
Gio Ponti March 03 Se gli uomini fanno tanta pena alle donne è perchè quando piangono le donne sono molto più belle di loro.
Frédéric Beigbeder
March 01 Lauren Hill ha una voce sensuale e Bob Marley mi mette di buon umore. The Cranberris mi fanno gli occhi pieni di stelline e buoni propositi e Moby mi fa pensare al sesso. Il Bolero di Ravel mi eccita e mi pervade di una sensazione di onnipotenza, la Carmen di Bizet mi consola, i Pink Floyd mi svuotano.
m Il senso di vuoto allo stomaco è senza dubbio meglio della pesantezza causata dall'abbondante sazietà. E il senso di spossatezza derivante da una notte di sesso o una lezione di spinning è molto più piacevole dell'ozioso riposo e la sua sensazione di nervoso rilassamento.
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