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May 31 Un'ordinaria sera di primavera inoltrataMarco non se la prenderà... sono passati almeno sette anni e il tempo si sà...
Mitico Tommy, mitico sound...
Sento di volergli realmente bene. Non so cosa sia, una percezione strana, ma sento di potermi fidare di lui, sebbene la sua reputazione di "scopadores" consigli il contrario. Forse non ho capito niente, ma può anche essere ci abbia visto giusto.
Mi ha accolta con un "Ciao merda!"
Io gli ho risposto un tranquillo "Ciao bastardo!"
Ho sparato un "Io ho fame", mi ha risposto un "Non me ne frega nulla".
Allora siamo andati in studio. Ci siamo messi sul divano. Gli è venuta voglia di gettarsi addosso e gli è venuta voglia di baciarmi.
Io lo guardavo fisso, ma fisso, tanto fisso. Mi piaceva, non riuscivo a distogliere lo sguardo. Mi era a distanza così ravvicinata. Allora lui ha lanciato un "Io non sono Marco". Ho finto di sentirmi offesa e l'ho respinto. Lui mi ha chiesto scusa, ma perchè aveva voglia di ritornarmi addosso ed è tornato a baciarmi, mentre io continuavo a fissarlo nonappena potevo. Allora lui si è sentito un pò in imbarazzo (l'imbarazzo in uno scopadores è uno spettacolo quasi commovente!!) Così mi è uscito un "Devo concentrarmi ho paura di chiamarti Marco!" Ha riso e finalmente abbiamo fatto l'amore per un paio d'ore. Dopo però quando siamo usciti mi teneva per mano e come una bambina mi ha trascinata lungo il marciapiede e come una bambina mi lasciavo trasportare mentre il venticello leggero mi smuoveva appena i capelli e la gonnetta. Senza dire alcunchè mi ha portato a cena. Filetto arrosto (noi ginnici siamo così, bugia quello ginnico è lui e ha ordinato anche per me) e acqua minerale con una fettina di limone. Mi ha riaccompagnata a casa e prima di scendere dalla macchina mi ha dato una carezza, con gli occhi "soffusi", spenti e pieni di seratonina insieme ad un "Ciao mostro!"
m quante ne sai di queste?Le cose che sai di meInfondo tante cose le sai...
Sai che "impazzo" al ritornello di Rock this party e quando torno dalla mia corsa sul mare il sabato mattina, prima della doccia mi metto in mutande e reggiseno e mi atteggio a cantante dannata urlando It takes a fool to remain sane degli Ark per poi "rimpazzare" al ritmo di Hey ya degli Outcast.
Sai che mangio tutte le sere pizza o lo faccio ogni volta che mi è possibile e una volta ho proposto una "formula-abbonamento" ad un pizzaiolo che ha rifiutato l'offerta contrattuale.
Sai che amo al di sopra di tutto la mia famiglia "Pennachiana", disordinata e caotica e piena di figure andanti e venienti e di rivelazioni che forse non era il caso, ma si che lo era...
Sai che ho studiato da avvocato, ma non lo voglio fare e che sono una modella che si è arresa ancora prima di cominciare al pensiero di combattere con mamme apprensive, colleggi di suore a Milano e droga-party.
Sai che odio la salsa e il merengue, che mi fanno un po' tristezza.
Sai che certe volte amo vestirmi da strafiga e certe volte (la maggior parte) infilarmi jeans e nike distrutte.
Sai che in primavera e per tutta l'estate corro sul lungomare con l'ipod nelle orecchie e l'inverno dilanio i miei muscoli su di uno spinning.
Sai che quando sono titubante-non convinta accenno un mmmm e non so più se credere in Dio ed andare a messa nonostante.
Sai che Occhi di Orientale di Daniele Silvestri mi riempie di leggera allegria e poesia.
Sai che spesso sono depressa e infelice e vorrei di più dalla vita, ma penso che lo sarei anche se realmente avessi di più, perchè "Più si diventa inettligenti, più si diventa tristi"(f.Beigberder), ma anche che "E' fuor di dubbio che il genio dura più della bellezza, ecco perchè ci si sforza ad istruirsi troppo". (O.Wilde)
Sai che il mio migliore amico si chiama Checco, ma gli ho fatto un bidone mostruoso, mancando al suo giorno più importante, il suo matrimonio, e per questo mi sento una merda e non riesco ancora a chiamarlo, ma lo farò, fosse l'ultima cosa che farò.
Sai che la mia migliore amica è Irene, e al suo matrimonio c'ero e ho fatto pure da testimone.
Sai che la mia camera ha le pareti viola e fino a 8 anni fà fumavo.
Sai che non so essere carina per natura, ma che mi piace infilare le mani nei polsini della tua maglia.
Sai che so parlare Inglese, ma alle selezioni come hostess dell'Alitalia, mi hanno scartata alla penultima prova e loro non sanno cosa si sono persi.
Sai quindi che ho dei problemi con i test psico-attitudinali e la psiche in genere.
Sai che sono pedofila e che riconosceresti il mio profumo, pur ignorandone il nome.
Sai che indosso solo perizoma e che avrei voluto sposare Carboni, Jovanotti o Maldini, se proprio dovevo sceglierne uno.
Può bastare?
Il caffè lo prendo con due cucchiaini e il gelato lo apprezzo molto, soprattutto alla frutta.
Ad Aprile mi sono operata agli occhi per la miopia da un libero profesionista non proprio dalle credenziali superbe.
Tutte le altre cose che non sai di me non vorrei raccontartele...
Perchè le scoprirai da te...
Ora vò a farmi la doccia...
No, anzi il bagno...
Sai persino che preferisco il bagno...
Cià
m May 25 ore 9.00Un tale apre a fatica gli occhi e getta lo sguardo sulla confezione di
aspirine e il bicchiere d'acqua appoggiate sul comodino. Si siede sul
letto e si guarda attorno. Sulla sedia ci sono i suoi vestiti
perfettamente piegati. Nota che nella camera da letto tutto quanto è
pulito ed in ordine, così come tutto quanto l'appartamento. Prende
l'aspirina e vede un bigliettino sul tavolo: tesoro, la colazione è già
pronta in cucina, sono uscita presto a fare la spesa. Ti amo!"
A questo punto si reca in cucina e davvero c'è la colazione pronta sul
tavolo e accanto il giornale del mattino. Inoltre suo figlio è già
seduto e sta mangiando. Il padre domanda: piccolo,ma cosa è successo
stanotte?? Il figlio risponde: Beh, pà, sei tornato a casa alle 3 di
stanotte completamente ubriaco e per metà già svenuto. Hai distrutto un
paio di mobili, vomitato nel corridoio e ti sei quasi infilzato un
occhio quando hai sbattuto contro lo stipite della porta. Confuso l'uomo
domanda ancora: "e perchè qui è già tutto in ordine, pulito e c'è la
colazione sul tavolo?" "ah per questo dici" risponde il figlio, "la
mamma ti ha trascinato in camera e buttato sul letto, ma quando lei ha
cercato di toglierti i pantaloni tu le hai gridato: "giù le zampe, brutta
puttana, sono un uomo felicemente sposato!"
Cerchio alla testa, per notte brava: 100 Euro
Mobili rovinati: 500 Euro
Colazione: 10 Euro
La frase giusta al momento giusto: NON HA PREZZO!!!
(GENTILE CONCESSIONE DI FRANCESCO)
May 22 mMariagrazia
L'anima è tormentata e non trova pace, si perde sempre continuamente...
Prova piuttosto a stare bene così e già si sente stretta ...
Procede controvento, con tutte le forze spingendo, con i capelli per aria camminamdo.
E vorrebbe volare perchè con i piedi per terra non ci sa stare.
Vorrebbe amare al di là dei suoi limiti.
Vorrebbe la mente invasa e le mani frementi, il cuore devastato dalla passione.
Vorrebbe consumare ed essere consumata.
Vorrebbe vivere tutti i giorni come l'ultimo.
Vorrebbe correre tutte le strade del mondo con le sue nike ai piedi e sentirsi i muscoli dilaniarsi dallo sforzo.
Vorrebbe il vento in faccia e i capelli ingarbugliati.
Vorrebbe riuscire a riempire il mondo con urlo che le consumi tutta l'aria dei polmoni.
Vorrebbe gridare basta madida di sudore con lui addosso che continua cercando di arrivare all'anima, eppoi vorrebbe guardarla quell'anima salire su mentre lui è steso accanto con gli occhi chiusi.
Vorrebbe cadere stremata a terra con la faccia nella polvere dopo mille chilometri di corsa e ricominciare da capo mentre il sole rinasce nel mezzo di un cielo tutto rosa.
m
May 10 per Leandro, ma non soloLeandro lo ripubblico in prima pagina per te così riesci a desumere dell'altro ancora...
ahahah!
m
My life, la tv, il divanoForse è vero, il 17 porta sfiga! Non ne sono sicura, però posso dire con certezza, che ieri mi ha portato sfiga: ho litigato con Marco, gli ho “vomitato” addosso parte di quello che penso di lui... infatti non si può mica andare avanti così! L’altro ieri dopo una settimana di “domani ti porto lì, domani faremo questo, codesto, quello e quant’altro”, mi si è presentato davanti alle 23.00, con addosso ancora il suo Sandek da mare, la magliettina, a piedi scalzi, con una massa di capelli sconvolti, che non sapevano proprio che direzione prendere, incazzati per una giornata di sole-mare-vento, e (l’immancabile) cellulare in mano, per dirmi: “Amore, sono stanco, non mi va’ di uscire, ci vediamo My life in TV sul divano?” “Vaffanculo tu, My life, la TV e il divano!” e stata la mia risposta immediata. Ieri poi, con più calma abbiamo ripreso il discorso in spiaggia. Più che un dialogo, si è trattato di un mio monologo basato sulla problematicità, apatia e ipocondria “ Marchiana”, tutto teso a ribadire il concetto più volte esplicato, secondo il quale io ero stufa di far da crocerossina. Così lui invece di, che ne so’, un “d’accordo, hai ragione, cercherò di reagire, superare questo momento” (che per la verità dura da quando lo conosco), si è chiuso a modi riccio per tutto il tempo, per concludere tutto arrabiato con un: “Sei liberissima di uscire e vedere chi più ti aggrada, lasciami in pace!” Così incazzata più che mai, ho raccolto le mie cose, sono tornata a casa, e prima di farmi la doccia mi è venuta voglia di accendere la radio e ballare un po’. Mentre ero nel pieno del fervore di una danza alquanto scatenata, sono salita su di uno sgabello per atteggiarmi a cubista impetuosa, intrepida e forse un pochino esagitata... Sta di fatto, che ad un certo punto, ho alzato entrambe le braccia verso l’alto, non rimembrandomi l’esistenza di un ventilatore sul soffitto in piena attività anche lui, e mi sono distrutta una mano. Ma la mia sfiga non mi molla ancora! La sera infatti, in discoteca, dove naturalmente ero senza Marco, un tipo, mi si è attaccato addosso con la colla e oggi mi sono “strascinata” i postumi della serata di ieri. Già! Perché il tipo, dopo un approccio professionale (dato che è un medico mi ha chiesto delucidazioni riguardo la mia fasciatura e dopo dispensato consigli), è passato a due ore di intenso discorrere, dopo le quali si è sentito autorizzato a domandarmi: “Domani andiamo in spiaggia insieme? Ti va?” Anche se non mi interessava minimamente, era stato così cortese tutta la serata, che da bambina mongoloide ho pensato: “Mamma, che schifo! Io e te da soli, ma cosa stai dicendo, io sto già morendo solo ad ascoltarti, solo... Ah per pietà! Per carità!” (Reminiscenze Miniane) e invece dalla bocca mi è uscito un: “Ok!” Misero, ma chiaro. Così oggi avevo appuntamento alle 13.00, ma erano “già” le 13.03 e del tipo neanche l’ombra... Ma che peccato! Inforco la bici e mi dirigo in spiaggia. A circa metà percorso odo un trillìo conosciuto (era quello del mio cellulare), ma fingo a me stessa spudoratamente di non sentirlo... infondo io sto pedalando, poi c’è un traffico... (dove?) Ma dopo circa dieci interminabili, esasperanti trillì, decido di rispondergli (lo sapevo che era la colla). “Pronto? Come sei lì, ti ho aspettato fino ad ora?!” Ma lui quasi mi scongiura di tornare indietro, così la bambina mongoloide che è in me, riprende il sopravvento e torna a parlare: “ Ok! Aspettami sto arrivando.” Al mio arrivo lo spettacolo è orribile: un uomo trentenne (io sono una giovane venticinquenne attratta ancora dai ventiquattrenni) stempiatino e lucidiccio, con la camicia pezzatissima, è all’estremo della sopravvivenza, disidratatissimo, poiché, a suo dire, sfigataggine assoluta, mi attendeva dalle 12.30, dall’entrata sbagliata del residence! Almeno ora avevo una scusa plausibile alla mia fuga “Pantaniana”. Mi “carica” in macchina, e arriviamo “al castello”, stupenda spiaggia, dove Marco ha promesso più volte di portarmi... vabe’, profanata! E divento ancora più nervosa... Tutto il viaggio il tipo lo ha trascorso, oltre che guidando, lamentandosi del fatto che avesse una sete da non credere... Io mi sono subita un martellante “ho sete”. Finalmente trova il suo bar, si dirige alla cassa e ordina un the alla pesca e un latte di mandorla. Il latte di mandorla è un gusto difficile, così penso “Mah! Forse ha deciso che gradisco un the alla pesca...” Il porco invece, se li pone tutti e due dinnanzi e senza chiedermi nulla si scola prima uno, poi l’altro. In spiaggia decido di isolarmi, mi piazzo sul telo da mare e mi leggo imperterrita “Cent’anni di solitudine” di Marquez dal titolo emblematico. Ho letto a mala pena due pagine, mi sono appena “ridistricata” trai mostruosi intrecci generazionali, della famiglia Buonadias, quando subisco un attacco repentino e fulmineo, che mi ha fatto pensare all'assalto di un fortino da parte dei soldati nascosti in un gregge di pecore. La sensazione è quella: un irruzione da una calma apparente. Mi strappa il libro dalle mani, mi si catapulta addosso e mi entra in bocca! Io, che non ho il tempo di rendermi conto di quello che mi è accaduto, non appena si stacca un po’ e mi guarda con gli occhi “sessuofagi”, gli punto addosso i miei di occhi, interrogativi, arrabbiati e penosi (nel senso che provano pena per lui) e nel contempo gli domando da far mio: “ Perché tutto ciò?” Allora lui pronto risponde: “ Perché, ci vuole per forza un perché ? ” Vuole fare il chiavico, allora a me verrebbe da rispondergli con un “e tu c’ disc?” (gergo dialettale barese che sta per “e tu cosa dici?”), ma dubito che il romano, medico, chiavico, trentenne avrebbe inteso... Sìc cerco di metterla sul sentimentale... “ Io sono già innamorata!” “Dai non mi prendere per il culo!” (E chi lo tocca il tuo culo!) “ Ma cosa hai capito? Io non sono innamorata di te, di un altro!” Ma che sfigato! Adesso scende ancora vertiginosamente nella classifica del mio gradimento... Ora ha deciso di assumere l’atteggiamento di quello un po’ deluso... guarda l’orizzonte, scruta il cielo, lancia in acqua qualche ciotolo. Io invece decido di girarmi di spalle, pancia a terra, faccia rigorosamente nell’asciugamano, protetta dalle braccia, non si sa mai, dovesse riprovarci... “Per te è un problema?” Mi sussurra, lui avrebbe voluto, con sensualità provocante, nell’orecchio, mentre mi sale addosso a modi koala. Già che c’è, comincia a “slinguarmi” l’orecchio, poi passa al collo, la schiena (guarda che ce l’abbiamo a casa l’acqua per una doccia!)... Cazzo! Con un morso l’uomo chiavico, mi ha slacciata il pezzo di sopra del costume (aiuto, diventa pericoloso!). Ora mi morde il braccio e mi dice “ Ora te lo faccio io un tatuaggio!” sempre ammiccando, alludendo a quello che ho già sul polso. Non dire ‘ste stronzate, ti rendi conto che sta precipitando pericolosamente verso il “chiatro?” (sempre gergo barese, che sta per “violento impatto con il suolo”). Ritirati adesso, fai più bella figura! “ Me lo devo proprio conquistare?” (Sta parlando del bacio) Io sfuggo parecchio al contatto di labbra... Credimi il mio odio più sincero è già tutto tuo! Poi sempre odiandolo, decido di girarmi, chissà che me lo scrolli di dosso... ma che devi fare... Ora ha il braccio rigorosamente bloccato sulle mie tette “libere”, poiché il pezzo di sopra del costume è solo poggiato. (Stai ragnando alla grande eh?) Vai... una distrazione ed è di nuovo in bocca! Oddio! Vedo uno spiraglio di luce... mi squilla il cellulare... così io, “senti quale passione”, lo cerco con la mano mentre consento che pomici praticamente da solo, io permetto solo la sua invadenza, ma non appena trovo il cellulare, “stoppo” anche quella. Ora mentre parlo con la mia salvezza, che per l’occasione, si chiama Gianni, lui, mi annusa. Perché mi annusano tutti? Lo odio! Lo amo solo quando a farlo è il mio cane preferito! Sìc, per staccarmelo, mi dirigo a riva... Oh! Ma mi devi seguire pure qui? La conosci la privacy? Ne hai mai sentito parlare? Così dopo circa mezz’ora di chiacchera al telefono, mentre ancora sto parlando con il mio amico, lui mi fa’ : “Cosa ne dici andiamo?” Io non mi degno neanche di rispondere, e incomincio a raccogliere le mie cose, mentre continuo a colloquiare amabilmente al telefono e penso che è proprio vero che “una telefonata ti allunga la vita!” Lui intanto mi precede al bar e si prende un caffè, ancora una volta senza offrirmi alcunché... allora è un vizio!! Quando chiudo il telefono gli dico: “Oltre ad essere un po’ penoso sei anche un tirchio!” Ora lo ho offeso, finalmente mi sento dire: “ Ma lo sai che sei proprio acida?” “ Cos’è? Già non mi ami più? Tutto questo era il tuo amore? Già ti sei esaurito? Non valgo di più? Ti arrendi?” Allora ribatte: “Io ho rispetto di me e un minimo di orgoglio” Viaggio di ritorno orribilmente silenzioso, sto per scendere, e lui mi dice: “Ci vediamo ‘stasera? Non aveva detto di avere un minimo di orgoglio? Io: “Non credo!” Torno a casa e mi “doccio violentemente”, per cancellare ogni traccia “acarosa” del suo essere, mi lavo i denti fino quasi a consumarli e uno sciaquìo abbondante di collutorio ci sta tutto! Vabe’! Marco, mi sa’ che da domani mi conviene tornare al mare con te e il tuo vespone e la sera..
No, no, il divano proprio non ce la faccio! Fabio jé simpatico...Ciao StrafigaDaPanico...
ho cercato di publbicare sul tuo blog la risposta, ma evidentemente non ci sono riuscito. Pessima figura per un informatico...
Semplicemente ti volevo ringraziare per la dedica.
Da quando hai pubblicato quel post su "La Strada di Swann"... dedicato a Fabio, il mio blog ha aumentato le visite esponenzialmente. Adesso tutta la comunity sa che sono "fregato"!!!
^__°
Buona Giornata a te.
F May 05 La Strada di SwannQuesta piacerà sicuramente a Fabio...
Te la dedico...
"Non è necessario neppure che ci sia piaciuto fin d'allora di più o anche altrettanto come altri. Ciò che occorre è che la nostra inclinazione per lui divenga esclusiva. E questa condizione s'avvera - quando nel momento in cui ci è mancato - alla ricerca dei godimenti che ci dava la sua grazia, si è sostuita in noi una necessità ansiosa, che ha per oggetto quello stesso essere, una necessità assurda, che leggi di questo mondo rendono impossibile a soddisfare e difficile a guarire, la necessità dolorosa di possederlo."
M.Proust e Mariagrazia May 04 RibuongiornoRagazzi grazie per il Vs. conforto e sostegno...
questo significa che gli sforzi che facciamo ogni giorno noi "strafighe da panico" sono ricompensati... (ahahah).
Ad ogni buon conto, qui continua a piovere e la città è un pantano, e i medesimi stivali di ieri, nel park&ride sono affondati miseramente nel fango ed ora con buona pace del vecchietto, sono insonorizzati...
TANTO DOVEVO PER AGGIORNARVI!!
Saluti&Baci
m May 03 BuongiornoStamane dirigevami al lavoro di buona lena, quando ad un tratto un anziano signore mi ha rivolto uno sguardo accigliato e mi ha detto "e quanto rumore ste scarpe!!"
Ora io mi domando, una avrà pure il diritto di andare in giro con le scarpe con il tacco un pò "tocchicciante" (termine onomatopeico alludente al tac toc) se vuole?
E soprattutto con tutti i rumori del traffico del centro di Bari, lui doveva per forza far convergere tutti i suoi sforzi acustici (considerata l'età.. ) sui miei stivali?
Sono andata oltre, ma solo in considerazione della sua veneranda età...
E' un mondo difficile e noi "strafighe da panico" (ahahaha) dobbiamo portare pazienza!
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